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	<title>Blog Tecnologo</title>
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	<description>Esperto, studioso di procedimenti tecnologici.</description>
	<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 17:15:39 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Perchè non riesco a guadagnare bene con AdSense?</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/internet-marketing/perche-non-riesco-a-guadagnare-bene-con-adsense/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 19:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Internet Marketing]]></category>

		<category><![CDATA[adsense]]></category>

		<category><![CDATA[campagne pay per click]]></category>

		<category><![CDATA[cpc]]></category>

		<category><![CDATA[guadagno online]]></category>

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		<description><![CDATA[Cerco di rispondere ad un interrogativo che spesso mi sono posto e in questo credo di non essere stato l&#8217;unico:
Come mai se dispongo di contenuti originali e di un buon traffico non riesco a guadagnare bene?
I motivi possono essere diversi e come premessa ci sarabbe da chiedersi cosa intendiamo per &#8220;contenuti originali&#8221; , &#8220;buon traffico&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cerco di rispondere ad un interrogativo che spesso mi sono posto e in questo credo di non essere stato l&#8217;unico:<br />
<em><strong>Come mai se dispongo di contenuti originali e di un buon traffico non riesco a guadagnare bene?</strong></em></p>
<p>I motivi possono essere diversi e come premessa ci sarabbe da chiedersi cosa intendiamo per &#8220;contenuti originali&#8221; , &#8220;buon traffico&#8221; e qual&#8217;è il relativo &#8220;buon guadagno&#8221; che ci aspettiamo da quelle visite?<br />
Per non dilungarmi, trascurerei la questione per passare ad un esempio pratico.</p>
<p>Il mio portfolio di siti e blog ha al suo interno argomenti molto diversi tra loro, dalla dieta alla tecnologia, dalla cucina alla psicologia, e poi turismo, letteratura etc&#8230;<br />
Osservando ed analizzando i risultati prodotti da questo ventaglio di siti ho capito (ancora una volta) che è il <strong>contenuto è vero il Re</strong>, e questo vale tanto per gli utenti quanto, di conseguenza, per AdSense.</p>
<h3>Il caso reale</h3>
<p>Prendiamo tre siti che trattano di argomenti diversi indicati con A, B e C<br />
Tutti i siti &#8220;portano a casa&#8221; in totale oltre 50,000 visite uniche al mese. Possiamo considerare questo un buon traffico? Supponiamo di si.<br />
Ecco di seguito una tabella con il dettaglio di un giorno, in questo riepilogo ho voluto sostituire la colonna delle impression con le visite reali uniche e la colonna CPM con il reale Guadagno per Click (indicato con la sigla GPC):</p>
<table style="border-collapse:collapse;margin:20px auto" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="400" align="center" bordercolor="#003399">
<tbody>
<tr style="background-color:#B2D6FF">
<th class="nameColumn" style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">Sito</th>
<th style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">Viste uniche</th>
<th style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">Click</th>
<th style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">CTR</th>
<th style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">GPC</th>
<th style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">Entrate</th>
</tr>
<tr style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">
<td class="nameColumn"><strong>A</strong></td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">710</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">172</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">9,53%</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">€ 0,14</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;"><strong>€ 24,65</strong></td>
</tr>
<tr>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;"><strong>B</strong></td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">346</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">105</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">18,58%</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">€ 0,10</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;"><strong>€ 10,72</strong></td>
</tr>
<tr>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;"><strong>C</strong></td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">833</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">37</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">1,50%</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;">€ 0,08</td>
<td style="height: 30px; vertical-align: middle; text-align: center;"><strong>€ 3,12</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Questo esempio ci regala una situazione (reale) molto interessante, ad una prima occhiata notiamo 3 cose:</p>
<ol>
<li>Il sito A guadagna più di tutti anche se NON ha il maggior numero di visite</li>
<li>Il sito B ha il secondo guadagno più alto pur avendo il minor numero di visite</li>
<li>Il sito C pur avendo il maggior numero di visite guadagna 1/3 di B e 1/8 di C</li>
</ol>
<h3>Più Visite = Meno Guadagni?</h3>
<p>Guardando soltanto le colonne Visite ed Entrate e mettendole in relazione potremmo lasciarci andare al paradosso che più visite portano meno guadagni, lo dimostrerebbe il sito C che è il più visitato ma allo stesso tempo il meno pagato dei tre. Ma non è certamente così.<br />
Dando un&#8217;occhiata anche agli altri due siti la prima considerazione che si può trarre è che non c&#8217;è relazione diretta tra il numero di visite e il relativo guadagno.<br />
Osserviamo allora dalla tabella quali sono i parametri che hanno una relazione diretta e costante con il nostro guadagno.<br />
A rischio di sembrare banale direi senza dubbio il numero Click ricevuti in quanto dall&#8217;esempio riportato è l&#8217;unico parametro che crescendo fa crescere in modo proporzionale i guadagni.</p>
<h3>Più Click = Più Guadagni?</h3>
<p>Se l&#8217;equazione più click = più guadagni è vera allora potremmo puntare tutto sulla massimizzazione dei click e portare così a casa i guadagni sognati. Ma è proprio così?</p>
<p>Dalla mia esperienza posso dire che l&#8217;equazione è certamente valida anche se è incompleta, manca infatti l&#8217;altro parametro fondamentale, l&#8217;argomento.</p>
<p>E si perchè l&#8217;argomento del nostro sito determina il tipo di pubblico che ci verrà a leggere.<br />
L&#8217;argomento e il bacino di utenza ad esso legato sono i dati su cui si basano i vari pubblisher che investono sugli annunci a pagamento di Google (AdWords). La loro concorrenza e l&#8217;appetibilità del tema  determinano il costo per click, in genere più un argomento è appetibile, più i competitors concorrono ad avere il proprio annuncio ben visibile e di conseguenza più sono disposti a pagare i click ricevuti.</p>
<p>A dimostrazione di questo potrei portarvi l&#8217;esempio del sito D che tratta di un argomento di nicchia, con non moltissime visite ma con un&#8217;alta appetibilità. Il sito D pur non facendo molti click ha un Guadagno medio per Click di 0,48 euro circa 3 volte il sito A (con punte di 1,50 euro a click).</p>
<h3>La risposta sta nel mix!</h3>
<p>Questo cosa ci dice?</p>
<p>Dall&#8217;analisi di questi esempi io ho tratto la mia &#8220;lezione&#8221; che posso riassumere in pochi punti:</p>
<ol>
<li>E&#8217; importante disporre di un bel mix di siti tematici con trattano una varietà di argomenti in modo da attirare in qualcuno la massa e in qualcun altro la nicchia.</li>
<li>Studiare molto bene il layout del proprio sito, prestando molta attenzione alla disposizione di ogni singolo annuncio all&#8217;interno della pagina</li>
<li>Non avere paura di spostare, cambiare formato o tipologia degli annunci: dai test fatti possiamo ricavare importantissime informazioni per migliorare il nostro guadagno</li>
</ol>
<p>Tra questi punti non ho inserito la considerazione più banale cioè quella di scrivere contenuti originali, interessanti e per quanto possibile attuali.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dominiopoly: l&#8217;affare dei domini .IT in scadenza</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/news/dominiopoly-laffare-dei-domini-it-in-scadenza/</link>
		<comments>http://www.tecnologo.it/blog/news/dominiopoly-laffare-dei-domini-it-in-scadenza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 17:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News dal web]]></category>

		<category><![CDATA[backorder]]></category>

		<category><![CDATA[domini .it]]></category>

		<category><![CDATA[pending-delete]]></category>

		<category><![CDATA[scadenza domini]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche anno ho aggiunto ai miei interessi quello del monitoraggio dei domini in scadenza.
Gli interessi legati alla riassegnazione di un nome a dominio soprattutto se Premium, sono molto alti e il business che si è formato intorno ad esso è sempre molto fiorente.
Ne è una dimostrazione l&#8217;aumento di servizi di backorder offerti da siti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche anno ho aggiunto ai miei interessi quello del monitoraggio dei domini in scadenza.<br />
Gli interessi legati alla riassegnazione di un nome a dominio soprattutto se Premium, sono molto alti e il business che si è formato intorno ad esso è sempre molto fiorente.<br />
Ne è una dimostrazione l&#8217;aumento di servizi di <strong>backorder</strong> offerti da siti di aste per nomi a dominio in scadenza che consistono nella &#8220;prenotazione&#8221; del nome a dominio e l&#8217;acquisto dello stesso nel momento in cui questo raggiunge lo stato di &#8220;Delete&#8221; e quindi torna ad essere disponibile.</p>
<p>In questo contesto altamente competitivo le possibilità per una persona qualsiasi di aggiudicarsi un buon nome a dominio sono quasi pari a zero. E allora cosa può fare l&#8217;uomo qualunque per avere qualche chance ?</p>
<h3>Come funziona?</h3>
<p>Beh, io mi sono iscritto ad un servizio di monitoraggio e backorder americano e ho ottenuto buoni risultati anche per domini &#8220;Premium&#8221;. Il principio di assegnazione è quello dell&#8217;asta, trasparente e in tempo reale, in qualsiasi momento puoi sapere chi partecipa e qual è la sua offerta, questo da la possibilità di decidere all&#8217;istante se offrire di più o rinunciare.</p>
<p>Il sistema è semplice e collaudatissimo e dal punto di vista dell&#8217;accesso all&#8217;asta mette tutti sullo stesso piano, chiaro che l&#8217;assegnazione avviene a chi ha offerto di più quindi dipende soprattutto da quanto si è disposti a pagare per aggiudicarsi un nome a dominio.</p>
<p>Questo è quello che avviene nel resto del mondo, ma in Italia?</p>
<h3>In Italia</h3>
<p>Nel nostro Paese arriva tutto <em>un po&#8217;</em> dopo,  infatti solo da pochi anni sono comparsi servizi di backorder per domini .it<br />
Il ritardo però non è dovuto soltanto alla storica arretratezza tecnologica italiana ma anche, se non soprattutto, ad una legislazione carente e molte volte incerta sul tema dell&#8217;assegnazione dei domini italiani.</p>
<p>Per                             i domini .IT l’Authority competente è il <a title="www.nic.it" href="http://www.nic.it" target="_blank">Registro .it</a> del CNR                             di Pisa il quale rappresenta l&#8217;anagrafe dei domini italiani, l&#8217;unico che può assegnare, modificare o cancellare uno o più domini .it.</p>
<h3>Legislazione dei domini .IT: dai limiti alla liberalizzazione</h3>
<p>Se avete superato come me i trenta, ricorderete che agli albori di internet in Italia, parliamo della fine degli anni &#8216;90,  l&#8217;assegnazione dei domini .it era limitata ad un solo nome a dominio per società / persona fisica.<br />
Soltanto nel 2000 avviene la liberalizzazione della registrazione dei nomi a dominio italiani, le società possono registrare tutti i nomi a dominio che desiderano, per le persone fisiche bisognerà attendere il 2004. Da allora si è verificata una crescita esponenziale delle registrazioni dei .it con picchi di 20.000 registrazioni al mese e come ogni liberalizzazione accanto agli innegabili benefici compaiono anche i limiti, insiti nel libero mercato.</p>
<h3>Il Monopolio dei nomi a dominio &#8220;Premium&#8221;</h3>
<p>Generalmente immaginiamo una situazione di monopolio, quella in cui un unico soggetto offre un prodotto o un servizio per il quale non esistono concorrenti.<br />
E&#8217; pur vero che ci sono altri generi di monopolio non così stringenti in cui il monopolio avviene come conseguenza di &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monopolio" target="_blank">Barriere all&#8217;entrata</a>&#8220;.</p>
<p>Nel caso dei nomi a dominio .IT a mio parere ci troviamo proprio in questo scenario: un monopolista non ha concorrenti o ne ha un numero molto ridotto perchè barriere di natura tecnica e/o commerciale  limitano l&#8217;accesso al mercato ai concorrenti.</p>
<h3>Il caso reale</h3>
<p>Attualmente, per quelle che sono le mie conoscenze, gli attori nel mercato dei backorder dei nomi a dominio .IT si contano sulle dita di una mano. Personalmente ho seguito lo sviluppo di questi siti e dei loro servizi, iscrivendomi tavolta a servizi gratuiti di monitoraggio, altre volte a servirzi di backorder a pagamento, in tutti i casi lo scopo era comunque lo stesso: aggiudicarmi qualche buon dominio .IT in scadenza.</p>
<p>Accade che, già da tempo avevo notato che molti nomi a dominio Premium (generalmente domini di un solo termine molto comune e quindi molto cercato) risultavano acquistati da un&#8217;unica società.<br />
Non parliamo di decine, nè di centinaia, ma di <strong>migliaia di nomi a dominio</strong> registrati da un unico &#8220;attore&#8221;, siti quasi mai sviluppati e in parcheggio con in evidenza un bel numero di telefono a cui chiamare &#8220;per informazioni&#8221;, come a dire: &lt;&lt;Chiamaci se sei interessato a questo dominio&#8230;&gt;&gt;.</p>
<p>Ecco che di recente ho avuto la conferma di questa situazione, appurando che perfino i servizi di backorder attualmente attivi in Italia sono impotenti di fronte a questa società.</p>
<p>Per moltissimi nomi a dominio Premium ho partecipato insieme ad altre decine di persone ad aste che sistematicamente finiscono senza esito, causa: dominio non recuperato perchè registrato da qualcun altro.<br />
Non sarà una strana coincidenza che quasi sempre si tratta della stessa società che riesce a registrare i migliori nomi a dominio? Non sarà neanche un caso che questa società è tra le altre cose un Registrar e quindi con un accesso privilegiato alla registrazione dei nomi a dominio?</p>
<p>Per rendere più chiaro il quadro, parliamo di nomi a dominio del calibro di Dove.it, Lavorare.it, Antico.it, Elegante.it, Intimo.it, Appartamenti.it, BeB.it, Golf.it, Erboristerie.it, Animazione.it, VillaggiTuristici.it, e tanti altri&#8230; circa <strong>7542</strong> [fonte DomainTools.com].</p>
<p>La società di questo esempio non me ne voglia, probabilmente ci sono altre società nella stessa situazione,  che grazie all&#8217;accesso privilegiato da Registrar riescono ad aggiudicarsi dei gran beni nomi a dominio.</p>
<p>Del resto tali società non infrangono alcuna legge o regolamento a quanto mi risulta. L&#8217;attuale regolamento non pone limiti al numero di nomi a dominio registrabili ma mi chiedo se l&#8217;acquisto sistematico di migliaia di nomi a dominio, da parte di un Registrar, non possa rappresentare una sorta di <strong>abuso di posizione dominante</strong> rispetto ad altre società, o peggio, all&#8217;uomo qualunque che per limiti tecnici non ha le stesse opportunità di accesso alla registrazione di nomi a dominio scaduti.</p>
<p>Ci sono stati casi emblematici di abuso di posizione dominante, basti ricordare le maxi multe a multinazionali come Microsoft, IBM, giusto per citarne alcune.<br />
In questi casi la legge non vieta la posizione dominante in quanto tale ma pone dei limiti alle azioni di un’impresa che si trova in questa situazione, ad esempio impone un tetto massimo per l&#8217;acquisto di azioni.<br />
La Commissione Europea e l&#8217;Antitrust più volte hanno intrapreso azioni in questo senso proprio con l&#8217;intento di garantire una corretta concorrenza tra gli attori del mercato, al fine di garantire a tutti pari opportunità e  garantire il giusto prezzo al consumatore finale.</p>
<p>Non so se in Italia ci sia un ente preposto al controllo della concorrenza e alle posizioni dominanti che abbia &#8220;giurisdizione&#8221; nel settore di internet e, nello specifico, dei nomi a dominio, ma credo che, come in altri ambiti, anche in questo sia necessario regolamentare al fine di evitare situazioni di forte predominanza, come quella attuale, che vanno a discapito della collettività.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Attacco a Wordpress su Aruba: pagina bianca e codice maligno.</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/news/attacco-wordpress-su-aruba/</link>
		<comments>http://www.tecnologo.it/blog/news/attacco-wordpress-su-aruba/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News dal web]]></category>

		<category><![CDATA[aruba]]></category>

		<category><![CDATA[attacco]]></category>

		<category><![CDATA[hacker]]></category>

		<category><![CDATA[script maligno]]></category>

		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Già da ieri sera circolavano voci di attacchi multipli ai siti e blog realizzati su wordpress, così mi sono precipitato subito a controllare alcuni siti che gestisco ed 1 di questi era stato già attaccato con successo.
L’attacco consiste nella sovrascrittura di codice maligno in alcune pagine del sito, tra le più colpite il file index.php [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già da ieri sera circolavano voci di attacchi multipli ai siti e blog realizzati su wordpress, così mi sono precipitato subito a controllare alcuni siti che gestisco ed 1 di questi era stato già attaccato con successo.<br />
L’attacco consiste nella sovrascrittura di codice maligno in alcune pagine del sito, tra le più colpite il file index.php che generalmente è la home page del sito/blog. Il risultato è che l&#8217;utente che visita il sito trova una pagina bianca.<br />
Durante la notte sembra che si siano scatenati e stamattina 9 dei miei siti su circa 30 erano già stati &#8220;bucati&#8221;.<br />
Mi sono chiesto come mai proprio quei  9 e non gli altri. Qual&#8217;è il criterio?<br />
Forse la versione di Wordpress, oppure qualche plugin a rischio, o forse l&#8217;impostazione dei commenti&#8230;<br />
Nulla di tutto questo, dalle mie verifiche è chiaro che il problema sia dato dalla combinazione Wordpress su server Aruba.</p>
<p>Non può essere soltanto una curiosa combinazione che soltanto quei 9 blog su aruba sono stati TUTTI attaccati dallo script maligno mentre gli altri blog residenti su altri hosting non sono stati minimamente colpiti.</p>
<p>In alcuni blog ho letto che soltanto wordpress 2.8.4 è vulnerabile ma nel mio caso non è così, infatti anche versioni precedenti hanno subito l&#8217;attacco con la sovrascrittura del codice maligno.</p>
<p>Non ho notato alcuna manomissione a password, profili utenti, e mysql.<br />
Grazie ai consigli riportati in questa pagina ho già sistemato tutti i siti ma da parte di Aruba assitenza = 0.</p>
<p>Grazie alle informazioni pubblicate su <a href="http://www.juliusdesign.net/wordpress-2-8-5-attacco-haked-su-aruba/comment-page-1/#comment-23491" mce_href="http://www.juliusdesign.net/wordpress-2-8-5-attacco-haked-su-aruba/comment-page-1/#comment-23491">questo blog</a> sono riuscito a rimettere tutto su nel giro di 2 ore, ma vogliamo parlare del supporto tecnico di aruba?</p>
<p>Ho chiesto spiegazione via ticket e anche via telefono allo staff tecnico di Aruba in quale ha risposto di re-installare wordpress. Peccato che questo è solo un modo per farsi attaccare di nuovo, in quanto il problema sembra essere dovuto a falle di sicurezza del server e non di WP.</p>
<p>Ancora una volta verrebbe da dire Aruba che la sicurezza e il supporto di Aruba sono davvero terra terra. Esprimo un parere personale, in qualità di sfortunatissimo cliente di Aruba.</p>
<p>La domanda allo stato attuale sono due:<br />
1. Come sono riusciti ad sovrascrivere il codice maligno lato web?<br />
2. Come evitare che accada ancora?</p>
<p>Terrò questa pagina aggiornata man mano che vengo a conoscenza di ulteriori sviluppi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Internet vs TV: il sorpasso atteso nel 2010</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/news/internet-sorpassa-tv/</link>
		<comments>http://www.tecnologo.it/blog/news/internet-sorpassa-tv/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 13:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News dal web]]></category>

		<category><![CDATA[convergenza mediatica]]></category>

		<category><![CDATA[cross media]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Internet supererà la Tv. A dare la notizia è Microsoft che in questi giorni ha presentato i risultati di una ricerca dal titolo “Europe logs on: Internet trends of today &#038; tomorrow”.
Secondo questo studio nel 2010  (nel mese di giugno per l’esattezza) l’utilizzo della rete supererà il piccolo schermo, gli utenti trascorreranno 14,2 ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Internet supererà la Tv. A dare la notizia è Microsoft che in questi giorni ha presentato i risultati di una ricerca dal titolo “<a href="http://www.microsoft.com/emea/presscentre/pressreleases/June2010_080409.mspx">Europe logs on: Internet trends of today &#038; tomorrow</a>”.<br />
Secondo questo studio nel 2010  (nel mese di giugno per l’esattezza) l’utilizzo della rete supererà il piccolo schermo, gli utenti trascorreranno 14,2 ore a settimana navigando su internet contro le 11,5 ore della televisione.</p>
<p>Un cambio radicale di abitudini che già si evidenziava nel 2008 in una ricerca congiunta Nielsen-School of Management del Politecnico di Milano che evidenziava come il 54% degli italiani preferiva internet alla televisione.<br />
La fasce di età interessate da questo fenomeno è trasversale ma in particolare la fascia compresa tra i 18 e 24 anni sembra quella più interessata a questo cambio di abitudini nella fruizione dei contenuti.</p>
<p>Questo sorpasso però non deve lasciar intendere una disaffezione alla tv ma piuttosto un diverso modo di accedere al mezzo, oggi possibile grazie ai nuovi pc e mobile phones collegati alla banda larga.</p>
<p>TV, pc e dispostivi mobili: una sempre maggiore interazione tra questi mezzi di comunicazione ottenuta grazzie alla “convergenza” mediatica prevista da Henry Jenkins ed altri lungimiranti studiosi del fenomeno.</p>
<p>La ovvie conseguenze di questo cambiamento di abitudini di una buona fascia della popolazione sono due:<br />
- lo spostamento degli investimenti pubblicitari verso la rete<br />
- un adeguamento delle strategie di marketing e pubblicità che si dovranno confrontare con una parte di consumatori online sempre più numerosi.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Scadenza nomi a dominio .it</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/internet-marketing/scadenza-nomi-a-dominio-it/</link>
		<comments>http://www.tecnologo.it/blog/internet-marketing/scadenza-nomi-a-dominio-it/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 18:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Internet Marketing]]></category>

		<category><![CDATA[deleted]]></category>

		<category><![CDATA[domini .it]]></category>

		<category><![CDATA[grace-period]]></category>

		<category><![CDATA[no-provider]]></category>

		<category><![CDATA[pending-delete]]></category>

		<category><![CDATA[redemption-no-provider]]></category>

		<category><![CDATA[scadenza domini]]></category>

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		<description><![CDATA[Decine di volte mi è capitato di leggere interventi su forum e blog per la richiesta di chiarimenti sui vari stati di un nome a dominio .it specie quando questo è scaduto e si avvia alla cancellazione.
Gli interessi dietro la rieassegnazione di nomi a dominio scaduti sono molto grandi e specie negli ultimi anni questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Decine di volte mi è capitato di leggere interventi su forum e blog per la richiesta di chiarimenti sui vari stati di un nome a dominio .it specie quando questo è scaduto e si avvia alla cancellazione.<br />
Gli interessi dietro la rieassegnazione di nomi a dominio scaduti sono molto grandi e specie negli ultimi anni questo ha rappresentato uno dei più fiorenti business online.<br />
Sono tantissimi ormai i siti che offrono servizi di prenotazione per accaparrarsi nomi a dominio una volta scaduti (back-order) ed altri che organizzano vere e proprie aste online in concomitanza di una scadenza. Parallelamente sono cresciuti i servizi di protezione brand e molti Mantainer si sono adoperati per la tutela dei propri clienti dai tentativi di frode e di trasferimenti indebiti.<br />
Per i domini .it il regolamento è molto articolato e dal giorno della scadenza al giorno effettivo di disponibilità per la registrazione passano circa 3 mesi con un susseguersi di cambio di stato che il Nic prevede in questi casi.</p>
<p>Partendo dallo stato di Active (dominio attivo) ho cercato di elencare tutti gli stati seguenti che portano alla cancellazione del dominio dal database e all&#8217;effettiva disponibilità alla registrazione.<br />
Durante queste fasi il leggittimo proprietario può intervenire per il recupero del proprio sito web, nelle prime fasi semplicemente rinnovando il dominio, nelle fasi più avanzate pagando un prezzo maggiore, infine non gli sarà più possibile riattivare il nome a dominio ma dovrà attendere la sua cancellazione.<br />
Le descrizioni dei vari stati sono tratte dal <a href="http://www.nic.it/documenti/Regolamento5.0.2.pdf" target="_blank">Regolamento del NIC</a> attualmente disponibile sul loro sito (versione gennaio 2008) la relativa data tra parentesi è frutto della mia osservazione personale, ovviamente il Nic non fornisce indicazioni precise in questo senso.<br />
<center><br />
<img src="http://www.tecnologo.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/scadenza-dominio-it.gif" alt="" title="scadenza dominio.it" class="alignnone size-full wp-image-298" /><br />
</center></p>
<h3>Active</h3>
<p>Nome a dominio assegnato, DNS attivo, disponibile per<br />
qualsiasi operazione. Questo stato identifica i nomi a dominio<br />
attivi ed è attribuito di default a tutti i nomi a dominio al<br />
momento della registrazione.</p>
<h3>Grace-Period (15gg.)</h3>
<p>Nome a dominio assegnato, DNS attivo. Questo status<br />
evidenzia il “grace period” di 15 (quindici) giorni<br />
immediatamente successivi alla data di expire del nome a<br />
dominio stesso.</p>
<h3>No-Provider (circa 60gg.)</h3>
<p>Nome a dominio assegnato, DNS attivo, operazioni consentite:<br />
modifica dell’MNT, modifica del Registrante, cancellazione,<br />
revoca, cambio di stato in “ACTIVE,AUTO-RENEW” o<br />
passaggio nello stato di “REDEMPTION-NO-PROVIDER”</p>
<h3>Redemption-no-provider (30gg.)</h3>
<p>Nome a dominio assegnato, DNS inattivo, unica operazione<br />
consentita “recupero da REDEMPTION-NO-PROVIDER”<br />
con lo stesso Registrante, solo tramite l’MNT associato al<br />
nome a dominio o con una operazione di modifica dell’MNT.<br />
Il nome a dominio può rimanere in questo stato per minimo 30<br />
(trenta) giorni dalla data di passaggio in tale stato e comunque<br />
non oltre la scadenza del nome a dominio stesso (expire).</p>
<h3>Pending-delete (da 1 a 5gg. max.)</h3>
<p>Nome a dominio assegnato, DNS inattivo, nessuna operazione<br />
consentita, evidenzia il periodo antecedente la definitiva<br />
rimozione della registrazione stessa (procedura random) dal<br />
DBNA del Registro che dovrà avvenire entro 5 (cinque) giorni<br />
dal passaggio in tale stato.</p>
<h3>Deleted</h3>
<p>Nome a dominio per cui il Registro ha completato una<br />
cancellazione, DNS inattivo. Il nome a dominio è disponibile</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Guida gratis Headline di successo</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/guide-gratis/headline/</link>
		<comments>http://www.tecnologo.it/blog/guide-gratis/headline/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 13:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guide utili]]></category>

		<category><![CDATA[guida seo]]></category>

		<category><![CDATA[guide utili]]></category>

		<category><![CDATA[headline]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnologo.it/blog/?p=199</guid>
		<description><![CDATA[Ottima guida alla scrittura di Headline efficaci.
Headline: quella prima riga di testo che molti usano senza patente.
Dire Titolo o dire Headline è praticamente la stessa cosa. Scrivere un Headline persuasiva o scrivere un semplice titolo, sono due cose estremamente diverse. I titoli sono l’oggetto di un e-mail. Spiccano in cima agli articoli. I titoli sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima guida alla scrittura di Headline efficaci.<br />
Headline: quella prima riga di testo che molti usano senza patente.<br />
Dire Titolo o dire Headline è praticamente la stessa cosa. Scrivere un Headline persuasiva o scrivere un semplice titolo, sono due cose estremamente diverse. I titoli sono l’oggetto di un e-mail. Spiccano in cima agli articoli. I titoli sono la prima frase che pronunciamo quando dobbiamo vendere un prodotto. La prima diapositiva di una presentazione. Sono le prime parole di una lettera di vendita.<br />
Per scrivere un’ headline persuasiva bisogna avere la patente.<br />
Altrimenti come potremmo guidare gli utenti verso i nostri obiettivi?</p>
<ul>
<li>Autore: <strong>Luca Catania</strong></li>
<li>Crediti: <a href="http://www.bioranking.it/" target="_blank">http://www.bioranking.it/</a></li>
<li>Data di pubblicazione: <strong>2008</strong></li>
<li>Pagine: <strong>11</strong></li>
<li>Lingua: <strong>Italiano</strong></li>
<li>Tipo di file / Dimensioni: <strong><img src="http://www.tecnologo.it/blog/icons/pdf.gif" alt="" width="16" height="16" /> PDF 172Kb</strong></li>
</ul>
<p>»» <a title="scarica la Guida gratis Headline di successo" href="http://www.tecnologo.it/blog/guide_gratis/ebook_headline.pdf"><strong>Scarica la Guida gratis Headline di successo</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Guida gratis Tutto Drupal</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/guide-gratis/tutto-drupal/</link>
		<comments>http://www.tecnologo.it/blog/guide-gratis/tutto-drupal/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 12:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guide utili]]></category>

		<category><![CDATA[drupal]]></category>

		<category><![CDATA[guida drupal]]></category>

		<category><![CDATA[guide utili]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnologo.it/blog/?p=192</guid>
		<description><![CDATA[Compatta ma esaustiva guida al CMS open-source Drupal. Questo piccolo manuale è indicato in particolare agli utenti che si avvicinano per la prima volta a Drupal e spiega tutte le operazioni di base necessarie per il suo corretto utilizzo: requisiti di sistema, installazione, configurazione utenti, etc.
Drupal è un CMS (Content Management System) ovvero un gestore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Compatta ma esaustiva guida al CMS open-source Drupal. Questo piccolo manuale è indicato in particolare agli utenti che si avvicinano per la prima volta a Drupal e spiega tutte le operazioni di base necessarie per il suo corretto utilizzo: requisiti di sistema, installazione, configurazione utenti, etc.<br />
Drupal è un CMS (Content Management System) ovvero un gestore di contenuti realizzato in Php, consente quindi la realizzazione di siti Web basati sulla logica contenuti/commenti.</p>
<div style="clear:both;"></div>
<ul>
<li>Autore: <strong>Tiziana Ratano</strong></li>
<li>Crediti: <a href="http://www.kiwiage.it/" target="_blank">http://www.kiwiage.it/</a></li>
<li>Data di pubblicazione: <strong>2007</strong></li>
<li>Pagine: <strong>26</strong></li>
<li>Lingua: <strong>Italiano</strong></li>
<li>Tipo di file / Dimensioni: <strong><img src="http://www.tecnologo.it/blog/icons/pdf.gif" alt="" width="16" height="16" /> PDF 264kb</strong></li>
</ul>
<p>»» <a title="scarica la Guida gratis Tutto Drupal" href="http://www.tecnologo.it/blog/guide_gratis/tutto_drupal.pdf"><strong>Scarica la Guida gratis Tutto Drupal</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Guida gratis Photoshop CS3</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/guide-gratis/photoshop-cs3/</link>
		<comments>http://www.tecnologo.it/blog/guide-gratis/photoshop-cs3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 11:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guide utili]]></category>

		<category><![CDATA[guida photoshop cs3]]></category>

		<category><![CDATA[guide utili]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnologo.it/blog/?p=177</guid>
		<description><![CDATA[Si tratta della guida utente per Photoshop CS3. Il sommario riporta 21 capitoli che trattano in modo approfondito tutti gli aspetti dell&#8217;interfaccia e delle funzionalita di Photoshop Cs3 come l&#8217;area di lavoro, aprire e importare immagini, Camera Raw, gestione del colore, ritoccare e trasformare, i livelli, etc.
Sia per chi è un neofita che per gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta della guida utente per Photoshop CS3. Il sommario riporta 21 capitoli che trattano in modo approfondito tutti gli aspetti dell&#8217;interfaccia e delle funzionalita di Photoshop Cs3 come l&#8217;area di lavoro, aprire e importare immagini, Camera Raw, gestione del colore, ritoccare e trasformare, i livelli, etc.<br />
Sia per chi è un neofita che per gli utenti più esperti, questa guida rappresenta un riferimento da leggere e consultare per lavorare con questo software. Clicca sul link di seguito pe scaricare altri <a href="http://www.softwaregratuiti.net" title="Software gratis">software gratis</a>.</p>
<ul>
<li>Autore: <strong>Adobe Systems</strong></li>
<li>Crediti: <a href="http://www.adobe.com/" target="_blank">http://www.adobe.com</a></li>
<li>Data di pubblicazione: <strong>2007</strong></li>
<li>Pagine: <strong>610</strong></li>
<li>Lingua: <strong>Italiano</strong></li>
<li>Tipo di file / Dimensioni: <strong><img src="http://www.tecnologo.it/blog/icons/zip.jpg" alt="" width="16" height="16" /> ZIP 27Mb</strong></li>
</ul>
<p>»» <a title="scarica la Guida gratis Photoshop CS3" href="http://www.tecnologo.it/blog/guide_gratis/adobe_photoshop_cs3.zip"><strong>Scarica la </strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Guida gratis I principi di usabilità</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/guide-gratis/i-principi-di-usabilita/</link>
		<comments>http://www.tecnologo.it/blog/guide-gratis/i-principi-di-usabilita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 11:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guide utili]]></category>

		<category><![CDATA[guida usabilita]]></category>

		<category><![CDATA[guide utili]]></category>

		<category><![CDATA[User Experience]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnologo.it/blog/?p=156</guid>
		<description><![CDATA[ I principi di usabilità sono linee-guida generali, indipendenti da specifiche soluzioni tecniche, che descrivono le caratteristiche che una interfaccia deve avere per essere usabile. Fondati sul modo di ragionare e operare delle persone quando interagiscono con un prodotto software, rappresentano un riferimento importante di cui tenere assolutamente conto sia in fase i progettazione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.manuali.it/templates/mp_marconblue_home/images/tabella_box/1x1.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /> I principi di usabilità sono linee-guida generali, indipendenti da specifiche soluzioni tecniche, che descrivono le caratteristiche che una interfaccia deve avere per essere usabile. Fondati sul modo di ragionare e operare delle persone quando interagiscono con un prodotto software, rappresentano un riferimento importante di cui tenere assolutamente conto sia in fase i progettazione che in fase di valutazione dell&#8217;usabilità (valutazione euristica).</p>
<div style="clear:both;"></div>
<ul>
<li>Autore: <strong>Cinzia Stortone</strong></li>
<li>Crediti: <a href="http://www.amicopc.com/" target="_blank">http://www.amicopc.com</a></li>
<li>Data di pubblicazione: <strong>2002</strong></li>
<li>Lingua: <strong>Italiano</strong></li>
<li>Tipo di file / Dimensioni: <strong><img src="http://www.tecnologo.it/blog/icons/pdf.gif" alt="" width="16" height="16" /> PDF 257Kb</strong></li>
</ul>
<p>»» <a title="scarica la Guida gratis I principi di usabilità" href="http://www.tecnologo.it/blog/guide_gratis/i_principi_di_usabilita.pdf"><strong>Scarica la Guida gratis I principi di usabilità</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I motori di ricerca: indicizzazione e posizionamento dei negozi online</title>
		<link>http://www.tecnologo.it/blog/internet-marketing/i-motori-di-ricerca-indicizzazione-e-posizionamento-dei-negozi-online/</link>
		<comments>http://www.tecnologo.it/blog/internet-marketing/i-motori-di-ricerca-indicizzazione-e-posizionamento-dei-negozi-online/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 10:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Internet Marketing]]></category>

		<category><![CDATA[commercio elettronico]]></category>

		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecnologo.it/blog/?p=138</guid>
		<description><![CDATA[L’internet marketing, dopo aver assistito al boom delle strategie degli anni ’90 dei banner (unico mezzo conosciuto fino ad allora per fare pubblicità in Rete) e delle e-mail ads, è giunto alla focalizzazione di una nuova tecnica quella del posizionamento nei motori di ricerca.
Un motore di ricerca è un sistema automatico che analizza un insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’internet marketing, dopo aver assistito al boom delle strategie degli anni ’90 dei banner (unico mezzo conosciuto fino ad allora per fare pubblicità in Rete) e delle e-mail ads, è giunto alla focalizzazione di una nuova tecnica quella del posizionamento nei motori di ricerca.<br />
Un motore di ricerca è un sistema automatico che analizza un insieme di dati, spesso da lui stesso raccolti, e restituisce un indice dei contenuti disponibili classificandoli in base ad algoritmi  che ne indichino il grado di rilevanza data una determinata chiave di ricerca.<br />
L’accrescimento di contenuti sulla Rete ha generato il successo dei motori di ricerca e delle directory: Google, Yahoo, MSN, AOL, Ask, sono fra i più noti e visitati nel mondo, senza di essi sarebbe davvero impensabile poter consultare l’immenso materiale depositato nel web.<br />
Sebbene abbiano la stessa funzione, motori di ricerca e directory hanno una fondamentale differenza che risiede nel “serch-retrieval” ovvero il processo tramite il quale si reperiscono, si categorizzano e si immagazzinano i contenuti del web. Nel primo caso questo oneroso compito avviene in tre fasi:<br />
-    Crawling, in cui uno Spider  si occupa della “scansione” del web alla ricerca di siti web e contenuti.<br />
-    Indexing o indicizzazione, in cui un indexer legge le informazioni depositate e le analizza. Ogni parola verrà analizzata nella sua forma, dimensione, carattere, posizione all’interno della pagina, frequenza, al fine di creare una sorta di indice ordinato. Anche i link che puntano al documento vengono analizzati (inbound links).<br />
-    Searching, in cui il motore crea una sorta di dizionario in cui vengono collocati i dati estrapolati dalla ricerca e da cui attingere per rispondere alle domande poste dagli utenti.<br />
Nel caso delle directory l’analisi dei siti web da indicizzare è affidata ad una persona fisica (editore) e non ad un software automatico. Questo da una parte consente una categorizzazione gerarchica dei contenuti, dall’altra l’indicizzazione è inevitabilmente più lenta e, nonostante l’impegno di molti editori, può richiedere anche diverse settimane prima che un nuovo sito web venga indicizzato.<br />
Attualmente sono migliaia i motori di ricerca attivi sul web ma questo apparente mercato aperto è in realtà un oligopolio: soltanto pochi di questi raccolgono oltre l’80% delle ricerche a livello mondiale (vedi grafico 1).</p>
<div id="attachment_141" class="wp-caption aligncenter" style="width: 435px"><img class="size-full wp-image-141" title="Grafico 1. Search Engine Ratings, Nielsen NetRatings Luglio 2006. " src="http://www.tecnologo.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/grafico1.jpg" alt="Grafico 1. Search Engine Ratings, Nielsen NetRatings Luglio 2006. " width="425" height="237" /><p class="wp-caption-text">Grafico 1. Search Engine Ratings, Nielsen NetRatings Luglio 2006. </p></div>
<p>La relazione tra motori di ricerca e directory non è di concorrenza, come si potrebbe pensare, bensì di reciproca compenetrazione, questa collaborazione è spinta soprattutto dalla comune esigenza di complementarietà. Molti motori di ricerca si appoggiano a poche directory per sviluppare il proprio database oppure per offrire una classificazione gerarchica tipica delle directory. Alcune directory si appoggiano a pochi motori di ricerca o servizi di terzi per sviluppare il proprio database o per integrare i risultati mancanti dal proprio poiché  “limitato” .<br />
L’indicizzazione dei siti web sui motori di ricerca descritta precedentemente può avvenire sia automaticamente che manualmente.<br />
Nel primo caso è il motore di ricerca che visita e raccoglie informazioni sul nuovo sito seguendo il collegamento (link) di un altro sito web già presente nel suo database.  Nel secondo caso, invece, sarà cura del webmaster o dell’operatore della SEO agency registrare il sito manualmente sfruttando i moduli di registrazione che ogni motore di ricerca mette a disposizione dell’utenza per la segnalazione di un nuovo sito web.<br />
Se la registrazione sui motori di ricerca è un&#8217;operazione relativamente semplice, ciò che invece non è semplice è conoscere le tecniche di posizionamento per registrare e &#8220;predisporre&#8221; correttamente il proprio sito web affinché compaia nei primi posti delle SERP .<br />
Il posizionamento sui motori di ricerca è quell’operazione che consente la collocazione, del sito web registrato, nelle posizioni più alte dei risultati di ricerca. La tecnica utilizzata per un buon posizionamento è quella dell’&#8221;ottimizzazione&#8221; o &#8220;SEO&#8221; (Search Engine Optimization).<br />
La probabilità che un sito web sia presente nei primi posti di un motore di ricerca dipende principalmente dalle logiche con cui ciascun motore &#8220;indicizza&#8221; i contenuti in esso presenti. La “preziosa formula” che sottende l’algoritmo di indicizzazione varia nella sostanza e nel tempo per ogni motore di ricerca.<br />
Esistono però delle  tecniche fondamentali, denominate “best practices ” per ottimizzare il proprio sito web ai fini della registrazione sui motori di ricerca:<br />
1.    La scelta del nome dominio di 2° livello<br />
2.    La scelta delle parole chiave con cui ci si vuole posizionare<br />
3.    La scelta del titolo della pagina web<br />
4.    La scelta dei meta-tags<br />
5.    La redazione e l’ottimizzazione dei contenuti<br />
Il settore dei motori di ricerca si avvale di svariate tecniche che si modificano tempestivamente tanto che le aziende fanno fatica a tenere il passo di tale evoluzione. Gestire tale settore internamente alle aziende risulterebbe troppo costoso e poco proficuo così molte di esse si affidano ad agenzie esterne specializzate nel settore (SEO Agency) che usano proprio la strategia dell’ottimizzazione delle pagine e del posizionamento nei motori di ricerca per sfruttare internet come strumento che crei nuove opportunità commerciali.<br />
Il motore di ricerca diventa uno strumento capace di influenzare le scelte degli utenti che si sono affidati ad internet. Se per i fruitori della Rete, essa è un mezzo da sfruttare per il reperimento di informazioni necessarie alla visione o all’acquisto di un prodotto, per i marketers è una strategia per influire sulle scelte degli utenti ed indirizzarli verso il comportamento d’acquisto. Va ricordato che l’utente generalmente introduce una o più parole chiave nel motore di ricerca (vedi grafico 2)  dopodichè inizia a consultare i primi risultati visualizzati, se il cliente effettua una ricerca profonda arriverà fino alla terza pagina del motore di ricerca altrimenti avrà la tendenza a modificare la parola chiave inserita.</p>
<div id="attachment_142" class="wp-caption aligncenter" style="width: 431px"><img class="size-full wp-image-142" title="Grafico 2. Numero di parole chiave  per singola ricerca  su Google. OneStat.com Novembre 2007" src="http://www.tecnologo.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/grafico2.jpg" alt="Grafico 2. Numero di parole chiave  per singola ricerca  su Google. OneStat.com Novembre 2007" width="421" height="253" /><p class="wp-caption-text">Grafico 2. Numero di parole chiave  per singola ricerca  su Google. OneStat.com Novembre 2007</p></div>
<p>Generalmente gli utenti considerano le aziende, posizionate in alto alla lista dei siti indicizzati per una data parola chiave, maggiormente affidabili, leader nel settore a cui appartengono. Essere all’apice costituisce, quindi, un valore aggiunto, una garanzia per il potenziale acquirente. Per le aziende diventa importante rendersi visibili e farsi trovare con discreta facilità (search engine marketing) in modo da “accaparrarsi” una più ampia fetta di mercato ed un discreto portafoglio clienti.</p>
]]></content:encoded>
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