Dominiopoly: l’affare dei domini .IT in scadenza
1 Agosto, 2010 articolo scritto da Salvo Grasso

Da qualche anno ho aggiunto ai miei interessi quello del monitoraggio dei domini in scadenza.
Gli interessi legati alla riassegnazione di un nome a dominio soprattutto se Premium, sono molto alti e il business che si è formato intorno ad esso è sempre molto fiorente.
Ne è una dimostrazione l’aumento di servizi di backorder offerti da siti di aste per nomi a dominio in scadenza che consistono nella “prenotazione” del nome a dominio e l’acquisto dello stesso nel momento in cui questo raggiunge lo stato di “Delete” e quindi torna ad essere disponibile.
In questo contesto altamente competitivo le possibilità per una persona qualsiasi di aggiudicarsi un buon nome a dominio sono quasi pari a zero. E allora cosa può fare l’uomo qualunque per avere qualche chance ?
Come funziona?
Beh, io mi sono iscritto ad un servizio di monitoraggio e backorder americano e ho ottenuto buoni risultati anche per domini “Premium”. Il principio di assegnazione è quello dell’asta, trasparente e in tempo reale, in qualsiasi momento puoi sapere chi partecipa e qual è la sua offerta, questo da la possibilità di decidere all’istante se offrire di più o rinunciare.
Il sistema è semplice e collaudatissimo e dal punto di vista dell’accesso all’asta mette tutti sullo stesso piano, chiaro che l’assegnazione avviene a chi ha offerto di più quindi dipende soprattutto da quanto si è disposti a pagare per aggiudicarsi un nome a dominio.
Questo è quello che avviene nel resto del mondo, ma in Italia?
In Italia
Nel nostro Paese arriva tutto un po’ dopo, infatti solo da pochi anni sono comparsi servizi di backorder per domini .it
Il ritardo però non è dovuto soltanto alla storica arretratezza tecnologica italiana ma anche, se non soprattutto, ad una legislazione carente e molte volte incerta sul tema dell’assegnazione dei domini italiani.
Per i domini .IT l’Authority competente è il Registro .it del CNR di Pisa il quale rappresenta l’anagrafe dei domini italiani, l’unico che può assegnare, modificare o cancellare uno o più domini .it.
Legislazione dei domini .IT: dai limiti alla liberalizzazione
Se avete superato come me i trenta, ricorderete che agli albori di internet in Italia, parliamo della fine degli anni ‘90, l’assegnazione dei domini .it era limitata ad un solo nome a dominio per società / persona fisica.
Soltanto nel 2000 avviene la liberalizzazione della registrazione dei nomi a dominio italiani, le società possono registrare tutti i nomi a dominio che desiderano, per le persone fisiche bisognerà attendere il 2004. Da allora si è verificata una crescita esponenziale delle registrazioni dei .it con picchi di 20.000 registrazioni al mese e come ogni liberalizzazione accanto agli innegabili benefici compaiono anche i limiti, insiti nel libero mercato.
Il Monopolio dei nomi a dominio “Premium”
Generalmente immaginiamo una situazione di monopolio, quella in cui un unico soggetto offre un prodotto o un servizio per il quale non esistono concorrenti.
E’ pur vero che ci sono altri generi di monopolio non così stringenti in cui il monopolio avviene come conseguenza di “Barriere all’entrata“.
Nel caso dei nomi a dominio .IT a mio parere ci troviamo proprio in questo scenario: un monopolista non ha concorrenti o ne ha un numero molto ridotto perchè barriere di natura tecnica e/o commerciale limitano l’accesso al mercato ai concorrenti.
Il caso reale
Attualmente, per quelle che sono le mie conoscenze, gli attori nel mercato dei backorder dei nomi a dominio .IT si contano sulle dita di una mano. Personalmente ho seguito lo sviluppo di questi siti e dei loro servizi, iscrivendomi tavolta a servizi gratuiti di monitoraggio, altre volte a servirzi di backorder a pagamento, in tutti i casi lo scopo era comunque lo stesso: aggiudicarmi qualche buon dominio .IT in scadenza.
Accade che, già da tempo avevo notato che molti nomi a dominio Premium (generalmente domini di un solo termine molto comune e quindi molto cercato) risultavano acquistati da un’unica società.
Non parliamo di decine, nè di centinaia, ma di migliaia di nomi a dominio registrati da un unico “attore”, siti quasi mai sviluppati e in parcheggio con in evidenza un bel numero di telefono a cui chiamare “per informazioni”, come a dire: <<Chiamaci se sei interessato a questo dominio…>>.
Ecco che di recente ho avuto la conferma di questa situazione, appurando che perfino i servizi di backorder attualmente attivi in Italia sono impotenti di fronte a questa società.
Per moltissimi nomi a dominio Premium ho partecipato insieme ad altre decine di persone ad aste che sistematicamente finiscono senza esito, causa: dominio non recuperato perchè registrato da qualcun altro.
Non sarà una strana coincidenza che quasi sempre si tratta della stessa società che riesce a registrare i migliori nomi a dominio? Non sarà neanche un caso che questa società è tra le altre cose un Registrar e quindi con un accesso privilegiato alla registrazione dei nomi a dominio?
Per rendere più chiaro il quadro, parliamo di nomi a dominio del calibro di Dove.it, Lavorare.it, Antico.it, Elegante.it, Intimo.it, Appartamenti.it, BeB.it, Golf.it, Erboristerie.it, Animazione.it, VillaggiTuristici.it, e tanti altri… circa 7542 [fonte DomainTools.com].
La società di questo esempio non me ne voglia, probabilmente ci sono altre società nella stessa situazione, che grazie all’accesso privilegiato da Registrar riescono ad aggiudicarsi dei gran beni nomi a dominio.
Del resto tali società non infrangono alcuna legge o regolamento a quanto mi risulta. L’attuale regolamento non pone limiti al numero di nomi a dominio registrabili ma mi chiedo se l’acquisto sistematico di migliaia di nomi a dominio, da parte di un Registrar, non possa rappresentare una sorta di abuso di posizione dominante rispetto ad altre società, o peggio, all’uomo qualunque che per limiti tecnici non ha le stesse opportunità di accesso alla registrazione di nomi a dominio scaduti.
Ci sono stati casi emblematici di abuso di posizione dominante, basti ricordare le maxi multe a multinazionali come Microsoft, IBM, giusto per citarne alcune.
In questi casi la legge non vieta la posizione dominante in quanto tale ma pone dei limiti alle azioni di un’impresa che si trova in questa situazione, ad esempio impone un tetto massimo per l’acquisto di azioni.
La Commissione Europea e l’Antitrust più volte hanno intrapreso azioni in questo senso proprio con l’intento di garantire una corretta concorrenza tra gli attori del mercato, al fine di garantire a tutti pari opportunità e garantire il giusto prezzo al consumatore finale.
Non so se in Italia ci sia un ente preposto al controllo della concorrenza e alle posizioni dominanti che abbia “giurisdizione” nel settore di internet e, nello specifico, dei nomi a dominio, ma credo che, come in altri ambiti, anche in questo sia necessario regolamentare al fine di evitare situazioni di forte predominanza, come quella attuale, che vanno a discapito della collettività.
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non sapevo nulla di questa faccenda, ora ci sono ingarbugli anche sulla registrazione domini.
E’ verissimo che in italia siamo indietro come al solito, ma dopo la nascita del primo servizio di backorder stiamo facendo veramente passi da gigante.
Purtroppo nonostante il meritevole servizio di backorder a cui fai riferimento, come sai, il monopolio non è cambiato di molto.
Qualche tempo fa si trattava di monopolio ora di oligopolio, mercato per pochi potenti da cui lasciamelo dire voi siete esclusi.
Sono iscritto al vostro sito di bakorder da circa 1 anno e tranne 1 o 2 siti di bassi rilievo non sono MAI riuscito ad aggiudicarmi un buon nome a dominio.
Insomma quando si tratta di nomi a dominio importanti come Sogni.it, Turista.it, Veline.it e decine di altri nomi premium chi se li aggiudica sono sempre 2 e uno di questi due è proprio un servizio di backorder che però una volta presi se li tiene per se.
Quindi… passi da gigante proprio no, direi che i “pupi” cambiano ma la storia è sempre la stessa.
Beh, hai perfettamente ragione, ci sono due o tre servizi che bloccano il mercato. Ma se pensi a solo un anno fa (wix infatti è uscito dalla versione beta solo un anno e due mesi fa).. era impensabile iniziare e rompere il mondo.
I passi sono piccoli, ma l\’importante è farli e non fermarsi. Come dici bene tu, le barriere in entrata sono tante…
Beh,
sul fatto che piccoli passi sono stati fatti sono d’accordo e non voglio certo sminuire il vostro lavoro anzi.
Frequento da anni altri siti di backorder soprattutto americani e se mi permetti vorrei darvi alcuni suggerimenti, non sono critiche ma piuttosto un’ occasione di miglioramento:
1. perchè una volta che si partecipa all’asta non è possibile vedere l’ammontare delle altre offerte, come avviene in tutti gli altri siti. Questo non stimolerebbe una competizione al rialzo tra partecipanti a tutto giovamento del vostro sito?
2. perchè non mettete un sistema che notifichi via email ai partecipanti se qualcuno ha fatto un’offerta più alta, l’obiettivo è sempre lo stesso , stimolare al rialzo e soprattutto dare un servizio in piu’ ai partecipanti. Al momento no c’è modo di capire se qualcun altro sta partecipando e se ha offerte più di me.
3. perchè non migliorate il sistema di backorder cominciando a dare davvero “fastidio” a quei 2-3 sui nomi a dominio premium?
Lavoriamo al miglioramento del servizio ogni giorno. Ti ringraziamo per questi suggerimenti, ne faremo tesoro e cercheremo di fare il possibile per apportare modifiche attinenti.
Grazie
Dimenticavo, ovviamente bisogna tener conto anche della legge italiana che i impedisce di utilizzare il meccanismo delle aste.
Dopo qualche mese dal tuo post, come avevi previsto, sono nati tanti altri servizi di backorder tanto che diventa difficile orientarsi.
In base alla tua esperienza puoi darmi la tua personale “top ten” ?
Marco, fare una classifica non mi sembra l’approccio giusto, ma posso comunque dirti con quali servizi di backorder mi sono trovato bene e con quali invece no.
Premetto quella di seguito è la mia personale esperienza che scrivo sul mio blog e non ha la pretesa di essere condivisa, ma questa è:
Snapnames.com: è stato il primo servizio di backorder che ho provato e tutt’ora utilizzo i loro servizi, lo ritengo affidabile e preciso ed ha un ottimo supporto clienti (non tratta attualmente domini .it). Il mio voto: 8
Wix.it (adesso Wixdomain.eu): è stato il primo servizio italiano di back-order che ho avuto modo di provare. Trovate alcuni commenti proprio in questa pagina, posso dire che il servizio è andato mano mano migliorando, specie da quando è cambiato il sistema d’aste. Il mio voto: 7,6
Nidoma.it: tra i primi servizi di backorder italiani, ho trovato il sito molto ben fatto e anche la consultazione del database dei domini molto veloce.
Peccato che alcune info come page rank e backlinks siano disponibili solo per utenti “accreditati”. Il mio voto 7
AVS.it: trovato per caso leggendo l’Whois di un sito, ho voluto provarlo e l’esperienza non è stata delle migliori: sito non recuperato, servizio clienti “latitante” e di scarso aiuto, poco chiaro il sistema di recupero e il relativo pagamento dei servizi. Il mio voto: 4