Siti web con bollino rosso

2 Gennaio, 2008 by Salvo Grasso · Lascia un Commento 

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Internet, grazie al suo sviluppo inarrestabile, accelerato dall’evoluzione del web 2.0 cosiddetto “partecipativo” ci offre oggi una moltitudine di contenuti dagli argomenti più disparati. Questa offerta così estesa tocca ogni punto del globo e ogni fascia d’età, compresa (e sempre più presente) quella dei minori, per i quali internet può rappresentare oltre che un importante mezzo di sperimentazione anche un “luogo alquanto pericoloso”.
Un certo risalto ha avuto in questo senso la proposta del ministro britannico della cultura Andy Burnham, il quale in una sua recente proposta ha chiesto di applicare ai siti Internet una sorta di bollino un pò come quello utilizzato ormai da molte emittenti televisive.

Tale simbolo ha lo scopo di indicare la fascia di età più idonea a consultare il materiale contenuto nel sito che ci si appresta a navigare.
Questa è soltanto una delle proposte di un più ampio pacchetto di progetti che mira alla ridefinizione delle regole per l’accesso al materiale online, questione quanto mai attuale e globale.
Il progetto prevede anche nuove norme dirette alla regolamentazione di altri problemi storici del web: materiale coperto dal copyright e la diffamazione a mezzo internet.

Diverse sono state le proposte a livello mondiale ma anche nazionale sull’adozione di misure volte alla salvaguardia dei minori rispetto all’accesso a materiale non adatto alla loro età.

L’ultima legge in ordine di tempo è la n. 38 del 6 febbraio 2006 “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedo-pornografia anche a mezzo Internet”. Per approfondire questo argomento vi rimando ad un’interessante articolo sui crimini informatici sui minori presente su PsicologiaGiuridica.net
Il panorama legislativo italiano  trova ancora qualche difficoltà ad applicare al mondo di internet i modelli legislativi della “vita analogica”.
Chi invece sembra avere le idee chiare è appunto il ministro Burnham che non si ferma alla proposta ma vuole condividerla con il presidente americano eletto Barack Obama, con l’intento di creare un sistema internazionale di nuove regole da adottare sui siti internet in lingua inglese.
Che questa proposta possa avere seguito per il resto d’Europa è nella mente di molti, e i più garantisti gridano già all’ennesimo tentativo di censura dei contenuti su internet.
Senza essere catastrofisti è certo che una nuova regolamentazione, specie quella della diffamazione a mezzo internet, potrebbe mettere in discussione alcuni modelli “concettuali” ed “operativi” dei social network, You Tube in primis.
Qualunque sarà l’esito di queste proposte, internet ci ha abituato a metamorfosi rapide e ad una flessibilità che gli consente di rimodellarsi in base all’esigenza e, non di radom ha fatto di necessità virtù creando nuovi paradigmi di comunicazione.

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