Svariate sono le definizioni possibili di commercio elettronico se si considera un’accezione più o meno ampia del termine e l’orientamento sia esso tecnologico che commerciale.

L’ e-commerce o commercio elettronico consiste nella compravendita, nel marketing e nella fornitura di prodotti o servizi attraverso l’utilizzo di internet.
La forma più utilizzata di commercio elettronico si avvale di un sito web che mette a disposizione un catalogo di prodotti e consente l’acquisto on line; il pagamento dei beni o dei servizi acquistati avviene generalmente utilizzando la propria carta di credito o mediante strumenti di trasferimento del denaro in forma elettronica. Il pagamento online avviene tramite server sicuri che garantiscono la crittografia dei dati sensibili inseriti dai clienti e che fungono da intermediari durante la transazione utente/cliente ed esercente.

Ai suoi albori il termine commercio elettronico era certamente qualcosa di diverso rispetto a come lo intendiamo oggi, il suo significato, infatti, è mutato col trascorrere del tempo parallelamente all’evoluzione e all’espansione di internet e alle esigenze sempre più specifiche dell’utenza.

Se volessimo individuare la forma primordiale del commercio elettronico potremmo considerare l’EDI (Electronic Data Interchange), un sistema di trasferimento automatizzato di dati tra sistemi aziendali, senza alcun intervento umano[1]. Esso viene utilizzato alla fine degli anni ’60 negli Stati Uniti d’America, nell’ambito di iniziative indipendenti nei settori ferroviario, automobilistico e commerciale, al fine di migliorare la qualità dei dati scambiati. L’EDI si avvale di documenti elettronici in formato standardizzato, che sostituiscono i documenti commerciali cartacei più comuni, come ordini di acquisto, fatture, offerte di informazioni, ecc. Con i conseguenti vantaggi di ridurre gli errori, diminuire i costi amministrativi e velocizzare i cicli order-to-cash.

L’EDI automatizzava gli acquisti consentendo ai fornitori di raggiungere direttamente, tramite database, i magazzini dei venditori al dettaglio. Nonostante gli innegabili vantaggi introdotti dall’EDI, questa soluzione risultava molto costosa da adottare in quanto era richiesta una linea di connessione dedicata tra i partner della transazione. Altro svantaggio sostanziale di questo sistema era la sua non interattività, ciò significa che il venditore e il compratore non potevano interagire contestualmente alla medesima transazione (es. negoziare sul prezzo delle merci). Per navigare il primo sito di e-commerce “moderno” dovremo aspettare una evoluzione lunga un quarto di secolo aspettando che Pizza Hut (nota catena di pizzerie americane) nel 1994 offra la possibilità di ordinare la pizza dalle proprie pagine web[2].

Una nuova fase di interesse per lo sviluppo dell’e-commerce è segnata dalla “corsa all’oro delle dotcom” (società che si sono affrettate ad attivare un’attività commerciale su internet) che ha avuto il suo periodo di esplosione tra la fine degli anni ’90 e il 2000, anno che, per alcuni versi, segna una seconda esplosione, quella della “bolla economica” innescata da avventati analisti di mercato.

Allo stato attuale l’e-commerce, oltre ogni ottimistica previsione, è equiparabile e in alcuni segmenti superiore, per dimensioni e volumi di crescita al commercio classico di beni e servizi.

Nella vita quotidiana, come su internet, determinati “prodotti” non nascono mai per caso ma vengono piuttosto realizzati sulla base di precise esigenze della collettività. Poter svolgere le proprie spese nel minor tempo possibile è una delle esigenze più pressanti della società in cui viviamo. Il commercio elettronico consente di rispondere in modo nuovo a questa esigenza riducendo drasticamente le distanze e quindi il tempo impiegato nell’acquisto di beni e servizi.
La compravendita online elimina, di fatto, la necessità di muoversi consentendo l’acquisto comodamente da casa, semplicemente utilizzando il proprio pc e la propria carta di credito.

[1] http://www.sterlingcommerce.it/Products/EDI/ – “Electronic Data Interchange (EDI)”
[2] http://www.i-dome.com “Storia di Internet: 1991 – 2005 – (parte III/III)”.

Leggere con attenzioneQuesto articolo è un estratto della mia tesi di laurea “e-commerce e internet marketing nel web 2.0″ discussa nel 2008.
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